Il Giorno del debito ecologico: quando la Terra va in deficit.

Giorno del debito ecologico

Il Giorno del Debito Ecologico (Earth Overshoot Day) è il giorno in cui, l’uomo ha consumato tutte le risorse ambientali che la Terra produce normalmente in un anno.

Probabilmente fa più effetto se lo si definisce “il giorno del sovrasfruttamento della Terra“.

Nel 2020, la giornata mondiale del debito ecologico è il 22 Agosto.
Vuol dire che da quel giorno l’uomo utilizza più risorse di quelle che produce il nostro pianeta.
Era da 15 anni che non si registrava così tardi: nel 2005 cadde il 25 agosto. Lo scorso anno il 29 luglio.

Ma se il 22 agosto rappresenta una “data aggregata” a livello globale, in realtà ogni Nazione ha un proprio “overshoot day” in funzione del proprio livello di sfruttamento delle risorse naturali, ad esempio:

  • nel Quatar l’overshoot day 2020 è caduto già l’11 febbraio,
  • in Italia il 14 maggio,
  • nel Guatemala il 13 novembre,
  • in Indonesia il 18 dicembre.

Da quando si calcola il Giorno del debito ecologico

Rispetto agli anni precedenti si nota un miglioramento ma non di certo per la volontà degli uomini.
La crisi sanitaria determinata dal Covid-19 ha rallentato il sovrasfruttamento delle risorse naturali.
Il lockdown indotto per il coronavirus – afferma Laurel Hanscom, CEO di Global Footprint Network – ha provocato la contrazione dell’Impronta ecologica globale pari del 10 per cento, ritardando di oltre tre settimane la data del debito ecologico rispetto allo scorso anno, ma i limiti del pianeta vengono ancora ampiamente superati, come se l’umanità avesse a disposizione 1,6 terre.”.

Manteniamo questo deficit liquidando le scorte di risorse ecologiche e accumulando rifiuti, principalmente l’anidride carbonica nell’atmosfera.

I calcoli della Global Footprint Network si basano sul concetto di “impronta ecologica”.

L’impronta ecologica è un sistema che misura quanta terra e acqua una popolazione sfrutta, per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti.
Questo sistema somma tutte le richieste concorrenti delle persone per le aree biologicamente produttive: cibo, legname, fibre, sequestro del carbonio e superfici per le infrastrutture.

Il resto dell’anno corrisponde al superamento globale.

Secondo gli esperti il primo giorno in assoluto in cui la richiesta ha superato l’offerta è stato il 19 dicembre del 1987.

Come il Covid-19 ha rallentato lo sfruttamento del pianeta

Per determinare l’impatto della pandemia sull’impronta dovuta alle emissioni di carbonio – diminuita del 14,5% – il periodo è stato diviso in tre segmenti:

  • gennaio-marzo, per il quale l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha già rilasciato un’analisi sulla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni;
  • aprile-maggio, il periodo in cui le misure di contenimento in tutto il mondo sono state più severe;
  • da giugno sino all’Earth Overshoot Day, durante il quale è previsto un graduale alleggerimento delle politiche di confinamento.

L’Impronta dovuta al consumo di prodotti forestali – diminuita dell’8,4% – è influenzata dalle previsioni della domanda di legname che, a loro volta, determinano il raccolto forestale. Sebbene le costruzioni siano proseguite durante la pandemia, l’industria forestale ha previsto un calo della domanda prossima futura, optando quindi per una rapida riduzione nella raccolta del legname.

Il sistema alimentare mondiale ha subito gravi danni, quali la sospensione temporanea dei servizi alimentari e l’impossibilità per i lavoratori agricoli di attraversare le frontiere.
La rete di distribuzione alimentare è stata compromessa in molti punti, andando ad aumentare al contempo sia gli sprechi alimentari che la malnutrizione.
Ciononostante, l’Impronta alimentare complessiva sembra non essere stata influenzata particolarmente dalla pandemia di COVID-19.

Cosa si può fare per posticipare il Giorno del Debito Ecologico

E’ chiaro che la prima è l’unica soluzione sensata e praticabile è puntare verso uno sviluppo sostenibile, in cui lo sfruttamento delle risorse naturali sia inferiore al loro tasso di rigenerazione spontanea.

E’ particolarmente importante la riduzione della carbon footprint umana (impronta di carbonio: l’insieme di tutte le emissioni di gas serra, che sono responsabili del riscaldamento climatico), dal momento che -a partire dal 2016- la carbon footprint costituisce oltre il 60% dell’impronta ambientale umana complessiva.

Secondo gli esperti del Global Footprint Network, l’umanità nel suo insieme e ciascuno di noi nella propria vita dovrebbero cambiare abitudini sull’alimentazione, sullo smaltimento dei rifiuti e sul trasporto.

Ecco un promemoria sul riciclaggio della plastica.

“Con i sistemi alimentari che attualmente utilizzano la metà della biocapacità del nostro pianeta – commenta ancora Hanscom – è importante prestare attenzione a ciò che mangiamo”.
Importante anche ridurre gli sprechi alimentari: se solo si arrivasse a dimezzarli, il Giorno del debito ecologico si sposterebbe in avanti di ben tredici giorni.

Gli esperti del Global Footprint Network sottolineano che se l’Earth Overshoot Day venisse ritardato di soli 5 giorni ogni anno, l’umanità utilizzerebbe risorse adeguate al pianeta entro il 2050.

Per approndimenti consulta questo link: https://www.overshootday.org/newsroom/press-release-june-2020-italian/.