Le meduse, affascinanti e sinuose creature marine. Ecco alcune curiosità

meduse

Le meduse sono delle creature marine affascinanti, noti soprattutto loro lunghi tentacoli urticanti e le loro sembianza quasi eteree, non sono da considerare pesci.

Questi animali appartengono alla famiglia dei phylum cnidaria (plancton) che comprende oltre 10.000 specie molto diverse tra di loro per forme e colori.

La famiglia degli Cnidari ha come una delle caratteristiche la presenza di forme diverse: il polipo e la medusa.
Le due forme sono strettamente collegate: polipo e medusa derivano l’uno dall’altra e molto spesso la stessa specie presenta entrambe le forme, in fasi diverse della propria vita.

I famosi coralli non sono altro che grandi colonie di polipi, capaci di sviluppare uno scheletro calcareo esterno, che costituisce la base delle immense barriere coralline tropicali.

Il nome ufficiale “medusa” è utilizzato dal 1796.

Fisiologia delle meduse

Il loro corpo è formato da una sorta di sacco con una apertura che funge da bocca (ma anche per espellere il cibo non digerito), circondata da tentacoli che sono le loro braccia per catturare le prede.
Sui tentacoli delle meduse si trovano piccoli organi chiamati nematocisti, i quali contengono un filamento che “scatta” al momento del contatto con un corpo estraneo.
È questo filamento a iniettare le sostanze tossiche e urticanti, ma sapete che questo liquido è composto da tre proteine? Esse provocano un effetto anestetico, allergenico e paralizzante, con conseguenze più o meno gravi a seconda della pericolosità della medusa.
Lo “stomaco”, detto celenteron, si prolunga in parte anche nei tentacoli.
La loro dieta consiste prevalentemente in crostacei, piante, piccoli pesci e anche altre specie di meduse
Sono formate per circa il 98 per cento di acqua, ecco il motivo per cui, quando qualcuno le cattura e le lascia sulla spiaggia, si sciolgono letteralmente al sole.

Ciclo vitale delle meduse

La medusa si riproduce sessualmente, depone le uova dalle quali nascono piccole larve.
La larva, detta planula, si fissa al fondo marino e si trasforma dapprima in polipo, che si accresce nutrendosi di microscopici organismi marini.
Tuttavia nelle meduse, la fase di polipo è presente solo in alcuni gruppi.
Nelle forme coloniali il polipo può anche riprodursi in forma asessuale, producendo varie copie di se stesso, fino a dare vita a una piccola colonia di suoi simili.
Quando il polipo ha raggiunto la maturità, produce piccole meduse femminili e maschili che si accrescono in acque libere e si riproducono sessualmente.
Il ciclo vitale delle meduse si conclude al massimo in un paio di anni.

Abitudini

Per attirare le loro vittime, alcune meduse hanno un aspetto colorato e appariscente, e usano anche la bioluminescenza, cioè la capacità di brillare che hanno sviluppato alcuni esseri viventi, grazie a particolari reazioni chimiche.
Attraendo le loro prede con questi piccoli trucchetti, le avvicinano tanto da poter iniettare il loro potente veleno una volta che le hanno bloccate.
I loro pasti principali sono composti da piccoli granchi, gamberetti e crostacei.

Ecco alcune curiosità sulle meduse:

Primi esseri

Non tutti sanno, che le meduse sono stati tra i primi esseri multicellulari a popolare il pianeta Terra.
I pochi fossili di meduse ritrovati risalgono infatti a 650 milioni di anni fa; addirittura precedenti ai dinosauri.

Alcune specie brillano nel buio

Alcune meduse sono dotate di organi bioluminescenti, capaci di emettere luce.
Questa caratteristica le aiuta in molte cose, tra cui quella di attirare o distrarre le loro prede.

Possono clonare sé stesse

Se uno di questi animali viene tagliato in due, i pezzi possono rigenerarsi e dar vita a nuovi organismi.
Allo stesso modo, se una medusa è ferita, può clonare se stessa e, potenzialmente, produrre centinaia di piccoli esemplari.

Esiste una specie di medusa potenzialmente immortale

Per alcune meduse ci sono due fasi vitali: la fase stazionaria e la fase mobile.
In genere, questi esseri iniziano la loro vita come polipi stazionari, per svilupparsi poi in meduse.
Esiste però una specie particolare, la nutricula Turritopsis che si è guadagnata il soprannome di “medusa immortale” per questa sua capacità di tornare alla fase stazionaria se le condizioni ambientali sono troppo svantaggiose.

Le Turritopsis Dohrnii è in grado di riorganizzare le proprie cellule e tornare allo stadio di polipo, il quale è lo stadio originario delle meduse; potenzialmente il processo potrebbe avvenire all’infinito.
La Turritopsis Dohrnii ha il suo ombrello più piccolo di una monetina e lunghi tentacoli filamentosi.

Non tutte le specie sono dotate di tentacoli

I deepstaria scyphomedusa non ha bisogno tentacoli per intrappolare la preda.

Le meduse giganti

Esistono alcune meduse giganti il cui nome scientifico è Drymonema larsoni che si nutre di altre meduse.
Osservate per la prima volta nel Golfo del Messico, si riteneva che questi esemplari appartenessero a una specie chiamata Drymonema dalmatinum.
La specie è stata ribattezzata Drymonema larsoni dallo scienziato Ron Larson, il primo ad effettuare degli studi su queste meduse nei Caraibi.

Altra medusa dalle dimensioni notevole è la criniera di leone è una specie di medusa che potrebbe rivalere in altezza con un giocatore di basket. Può infatti raggiungere i due metri di lunghezza.
Questa medusa, dal nome scientifico di Cyanea capillata, è larga fino a due metri, e i suoi tentacoli raggiungono i 30 metri di lunghezza.
Vive nelle acque dell’Oceano Pacifico, nel Mar Baltico e nel Mare del Nord.

Le meduse più piccole

Si chiamano Irukandji, con un diametro di soli 2-3 cm, possono sembrare innocue.
Il suo veleno è così potente da essere letale anche con un solo morso.

Tra gli animali più pericolosi

Le cubomeduse, come vengono solitamente chiamate le meduse della classe dei cubozoi, sono uno degli animali più pericolosi al mondo.
Originarie del sud-est Asiatico e dell’Australia, non si fanno trascinare dalle correnti, ma invece scelgono la loro preda (preferibilmente pesci) e la raggiungono per catturarla.
Vengono chiamate anche “vespe di mare” a causa della loro potente puntura.
Curiosamente sono una preda a loro volta, per le tartarughe di mare che sono immuni al loro veleno.
La cubomedusa ha 24 sensori visivi, di cui 2 occhi sono capaci di vedere i colori, è una delle poche creature marine a avere una vista a 360°.

Non hanno cervello

Si dice che le meduse non dispongano di un cervello.
Nonostante non dispongano di un vero e proprio centro di controllo (cervello), hanno cellule nervose sparse per tutto il corpo.
Sono esseri antichissimi, tra i primi pluricellulari ad essersi generati e per questo dispongono di una struttura semplicissima hhe rilevano i cambiamenti nell’ambiente e coordinano le risposte dell’animale, in base agli impulsi ricevuti.

Sono capaci di spegnere i reattori nucleari

Negli ultimi 10 anni, banchi di meduse sono stati responsabili dell’aver spento diversi reattori nucleati che spesso hanno le basi degli impianti di raffreddamento nelle acque oceaniche.
Ricordiamo ad esempio l’impianto di Oskarshamn, in Svezia, disattivato per qualche giorno per motivi di sicurezza perché intasato di meduse.

Alcune specie assomigliano a sacchetti di spazzatura

Queste particolari specie sono conosciute con il nome di Deepstaria enigmatica , e si trovano di solito nei mari artici.

Le meduse amano stare in gruppo

A fare davvero impressione però, più che le dimensioni, è la concentrazione che questi animali possono raggiungere: in momenti favorevoli alcune specie possono riempire un piccolo braccio di mare con milioni di individui e scomparire poche settimane dopo, di solito dopo una riproduzione di massa.
Uno dei raduni più spettacolari e curiosi di meduse si osserva nella piccola laguna salata di Eil Malik, un’isola del gruppo di Palau, nell’Oceano Pacifico tropicale, dove nel pomeriggio enormi numeri di meduse innocue dei generi Mastigias si concentrano in un singolo braccio del lago per godere dei raggi del sole che consentono la fotosintesi delle alghe simbionti che vivono nei loro tessuti.
Gli sciami di meduse sono chiamati fioriture.

Riferimenti su Wikipedia