Yarrabubba, il cratere più antico sulla Terra

Yarrabubba

Una recente ricerca della Nasa è riuscita a datare il cratere autraliano Yarrabubba in 2 miliardi e 229 milioni di anni; sarebbe circa 200 milioni di anni più anziano del cratere sudafricano di Vrederfort Dome, che fino a oggi deteneva il primato.

Di crateri da impatto ne sono stati individuati circa 190 e solo di pochi si conosce l’età precisa.

Stabilire quando tali formazioni hanno avuto origine è fondamentale per comprendere la storia della Terra.
I grandi impatti meteorici hanno avuto sicuramente un ruolo importante nella storia climatica del nostro pianeta e dei suoi effetti sulla biosfera.
Il più famoso caso è sicuramente quello che ha generato il cratere di Chicxulub, in Messico che ha causato l’estinzione di massa dei dinosauri.

L’era glaciale del paleo-proterozoico

Secondo lo studio, il meteorite che ha formato il cratere Yarrabubba è arrivato sul nostro pianeta durante l’era glaciale uroniana. A seguito dell’impatto, enormi quantità di ghiaccio si sarebbero sciolte rilasciando in atmosfera vapore acqueo.
L’impatto potrebbe anche essere legato alla fine dell’era glaciale del paleo-proterozoico.

Secondo la simulazione, se i ghiacci australiani fossero stati spessi tra i 2 e i 5 chilometri, un impatto in grado di dare origine a un cratere di 70 chilometri potrebbe aver generato l’emissione in atmosfera di oltre 200mila miliardi di chili di vapore acqueo.
Parte di quest’acqua sarebbe subito riprecipitata al suolo senza influire in alcun modo sul clima globale.
Un’altra parte, invece, potrebbe essere rimasta a lungo in atmosfera ed aver contribuito a un riscaldamento del clima per effetto serra, e quindi alla fine dell’era glaciale uroniana.

Il cratere Yarrabubba

Scoperto nel 2003, il suo diametro è abbastanza ridotto (circa venti chilometri), ma gli esperti ritengono che un tempo sia stato molto più ampio, arrivando a misurare almeno settanta chilometri.

A prima vista non è semplice riconoscerlo: i suoi bordi sono completamente erosi dagli agenti atmosferici e i movimenti tettonici hanno modificato la conformazione geologica della regione facendo scomparire la classica depressione circolare.
Tuttavia, la presenza di un cratere si può rilevare anche in altri modi meno diretti: come dalla presenza di alcuni tipi di fratture nelle rocce o di impattiti, rocce modificate o alterate dall’energia dell’impatto meteorico.

Per determinare l’età di Yarrabubba, i ricercatori dell’università australiana di Curtin e del Johnson Space Center della Nasa, hanno prelevato campioni di roccia presenti attorno al sito che, secondo gli esperti, si sarebbero fuse dopo lo shock dell’impatto per poi ricristallizzarsi nel tempo.

All’interno delle rocce sono stati individuati due minerali: zirconio e monazite.

I minerali ricristallizzati contengono una piccola percentuale di uranio che nel corso del tempo decade in piombo. Stabilire con precisione la quantità di uranio decaduta in piombo ha permesso agli scienziati di risalire all’età esatta dei minerali e, di conseguenza, all’età dell’impatto.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Communications.